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Immigrati in Romagna, presentata un'indagine sull'integrazione
(14/03/11)
Alla domanda "Oggi, pensando al futuro dei suoi figli, cosa preferirebbe per loro?" il 55,3% degli intervistati ha risposto "che studiassero in Italia", a fronte di un 21,1% che li preferirebbe nel proprio paese d'origine. E il 65% circa si è detto "molto" o "abbastanza" d'accordo nel caso in cui la figlia sposi un italiano. Quattrocentocinquanta le interviste effettuate per ognuna delle tre province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, per un campione totale di 1350 persone originarie di 71 Paesi diversi, raccolte nel volume presentato oggi in Regione "La sfida dell'integrazione. Un'indagine empirica sulla realtà migratoria in Romagna", a cura di Paolo Zurla, sociologo e docente universitario. L'approfondimento sulla situazione in Romagna, realizzato con un contributo economico della Regione, si colloca all'interno di una più ampia ricerca nazionale (circa 12mila immigrati intervistati in 32 diverse realtà) promossa dalla Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multi etnicità), per "misurare" i livelli di integrazione sociale, economica culturale, politica e complessiva della popolazione immigrata in Italia.
"Un'iniziativa positiva e originale – ha commentato l'assessore alle Politiche sociali della Regione Teresa Marzocchi – , che ha visto il coinvolgimento diretto di oltre 1300 cittadini stranieri di una parte importante del nostro territorio. Le risposte fornite confermano livelli di integrazione soddisfacenti e apprezzabili, su cui ha influito indubbiamente un lavoro già avviato da tempo: mi riferisco all'intervento legislativo regionale del 2004, alle successive programmazioni per le politiche che riguardano gli immigrati, fino all'ultimo programma triennale 2009-2010 che orienta i nostri interventi verso l'insegnamento della lingua italiana, la mediazione interculturale e il contrasto a razzismo e xenofobia".
"La scelta di 'mirare' l'indagine su queste tre province – ha spiegato Paolo Zurla – nasce dalla constatazione che l'area in questione presenta caratteristiche significative. Intanto, si tratta di tre province abbastanza piccole che, con il loro milione circa di abitanti complessivo, contribuiscono per un quarto alla popolazione regionale. Analogamente, la popolazione immigrata residente, abbastanza equamente ripartita, rappresenta un quarto della popolazione immigrata dell'Emilia-Romagna".
L'indagine è stata realizzata da un'équipe sociologica attiva alla Facoltà di Scienze politiche "Ruffilli" del Polo scientifico-didattico di Forlì – Università di Bologna, che ha "sottoposto" al campione, con intervista personale e diretta, un questionario strutturato. Numerose le domande, nei settori più diversi, per valutare i livelli d'integrazione in ambiti differenti: da "conosce il suo medico di base?" a "quanto sente di appartenere all'Italia?", "quanto ritiene importante che i figli di immigrati possano ottenere subito la cittadinanza italiana?". Nel complesso, si è registrata una leggera prevalenza maschile tra gli intervistati per le province di Forlì-Cesena (51,1%) e Ravenna (53,1%), femminile a Rimini (il 62,8% donne). Disparati i luoghi di rilevazione: centri servizi, centri di formazione, mercati, negozi etnici, luoghi di svago e di culto.
Il volume sarà presentato ufficialmente giovedì 24 marzo alle 15 nella sede della provincia di Rimini (via Dario Campana 64, Rimini – Sala Marvelli).
Call for Papers dedicato al tema 'Plastiche' dalla rivista Genesis
(24/02/11)
«Genesis. Rivista della Società Italiana delle Storiche» apre un call for paper sul tema Plastiche.
Il termine per la presentazione delle proposte è il 30 aprile 2011.
Gli interventi sul corpo hanno origini antiche, prevalentemente legati a significati politici e religiosi, ma anche ad esigenze estetiche.
La modernità ha, però, offerto modalità di intervento sul corpo significativamente più radicali: soprattutto a partire dalla diffusione della plastica, le possibilità di mutare se stessi si sono dilatate fino a trasformare il rapporto tra naturale/artificiale, capovolgere l'idea di sé, segnare una vera e propria mutazione antropologica.
Questi gli ambiti di ricerca che vogliono prediligere:
a. gli interventi sul corpo rimandano al tema dei modelli estetici pervasivi e al bisogno sociale di adeguarvisi e, soprattutto, all'emergere di quel diffuso sentimento del "non piacersi" cristallizzato, a sua volta, in vera e propria patologia psichiatrica. La scienza, a partire dalla fine dell'Ottocento, ha infatti etichettato tale disagio con le precise definizioni di "dismorfofobia" e di "dismorfopatia", che negli ultimi decenni hanno avuto una diffusione senza pari.
b. Gli interventi di manipolazione sul corpo hanno largamente diffuso l'idea che il cambiamento somatico potesse essere un'esperienza di liberazione, un'espressione concreta e visibile di autonomia e di libertà. Pensare a come si ridisegnano i nostri confini corporei significa anche ridefinire i nostri confini identitari attraverso inediti percorsi di soggettivazione. In questo senso il corpo, oggetto e soggetto al tempo stesso, diventa un nuovo campo, attraversato da nuovi discorsi e nuove pratiche, che descrive e racconta, nella ri/costruzione di sé, esperienze di vita, gerarchie di poteri agite attraverso il corpo, retoriche commerciali del corpo-merce.
c. Vorremmo interrogarci criticamente sul senso di onnipotenza che prevede il dominio assoluto sul corpo fino ad una sorta di "democratizzazione della bellezza": è possibile insinuare il dubbio che questi modelli di cura di sé siano parte di una precisa strategia biopolitica volta alla riproducibilità dei soli modelli socialmente accettabili? E, viceversa, l'uso dei tatuaggi, del body piercing, fino alla plastinazione rappresenta una resistenza a queste dinamiche?
d. Un altro ambito di interesse, infine, è rappresentato dalle manipolazioni che precisi gruppi etnici, in vista di un progetto migratorio, hanno effettuato per mascherare i propri tratti distintivi ed omologarsi alle popolazioni dei paesi di accoglienza.
Le proposte possono essere inviate entro il 30 aprile 2011 alla segreteria di redazione di "Genesis" o alle curatrici del volume: Vinzia Fiorino,v.fiorino@stm.unipi.it - Marica Setaro,marica_setaro@yahoo.it.
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Società Italiana delle Storiche
Segreteria
Via della Lungara 19
00165 Roma (Italy)
tel/fax +39 066872823
www.societadellestoriche.it
Immigrazione, il governo riconosce la qualità degli interventi della Regione
(10/02/11)
Insegnamento della lingua italiana, mediazione, antidiscriminazione. Sono i punti cardine delle politiche per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri in Emilia-Romagna, su cui la Regione lavora da tempo, e che verranno rafforzati. Lo ha annunciato l'assessore alle Politiche sociali e Immigrazione Teresa Marzocchi.
"Da sempre la Regione porta avanti una politica di accoglienza e integrazione dei cittadini immigrati. Il governo invece è andato in tutt'altra direzione, trattando l'immigrazione come un problema di sicurezza e facendo leva sulle paure della gente. Adesso – sottolinea l'assessore – , con una serie di provvedimenti recentissimi, sembra aver cambiato rotta e aperto gli occhi sui bisogni e sulle necessità di quella che è già, a tutti gli effetti, una società multietnica".
Il primo provvedimento riguarda l'alfabetizzazione. All'Emilia-Romagna andranno 569mila euro per i corsi di italiano per gli immigrati. "Noi li facciamo già da tempo – ribadisce l'assessore – : l'insegnamento della lingua è una delle tre linee d'indirizzo del Programma triennale 2009-2011 per l'integrazione sociale dei cittadini stranieri, approvato dall'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna".
Iniziative per l'integrazione anche in relazione al tema abitativo per le famiglie immigrate: alle quattro Regioni dove vivono più immigrati in assoluto – Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Lazio – il governo destinerà risorse a supporto delle politiche regionali per facilitare l'accesso all'alloggio agli stranieri e promuovere la convivenza interetnica. 900 mila euro verranno destinati all'Emilia-Romagna. "Sono interventi – precisa l'assessore – riconducibili alla mediazione e al contrasto alla discriminazione: altri due punti già previsti dal nostro Programma triennale e in fase di attuazione sul territorio con diversi strumenti".
Il ministero dell'Interno, infine, in occasione del 150esimo dell'Unità d'Italia, ha incaricato la Regione Emilia-Romagna di elaborare un progetto multimediale di educazione civica e storia per i neo-arrivati (l'assegnazione ammonta a 350mila euro).
"Tutto questo – conclude l'assessore – si colloca nel solco del nostro lavoro. Un lavoro importante, per dare risposte adeguate a una società che cambia e che è già cambiata, e che procede di pari passo con l'impegno culturale per superare preconcetti e stereotipi che purtroppo si manifestano ancora troppo spesso, anche nelle interrogazioni che ci vengono rivolte. Continueremo su questa strada: per noi però la lingua italiana è veicolo d'integrazione e non banco di prova, l'accesso alla casa è un diritto per tutti e l'educazione civica un importante strumento di conoscenza".
Labdi, conclusa la seconda edizione a Forlì
(03/02/11)
Pubblicati nella Seconda edizione del sito i materiali presentati durante la tavola rotonda "Buone prassi contro le discriminazioni nel mondo del lavoro: sguardi tra Italia ed Europa" che ha chiuso il 31 gennaio 2011 a Forlì la seconda edizione di Labdi.
L'incontro, ultimo di un percorso di riflessione che si è sviluppato nel corso del 2010, attraverso una Giornata d'apertura a Bologna, un seminario tematico a Modena, Reggio Emilia e Forlì, e un laboratorio di approfondimento realizzato nelle province della regione, ha presentato alcuni esempi europei di buone prassi di contrasto.
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I materiali del convegno
Rapporto Caritas/Migrantes 2010: l'Emilia-Romagna al primo posto per incidenza di alunni stranieri e residenti
(27/10/10)
Due volte al primo posto in Italia: per incidenza percentuale di alunni stranieri (13,5%, a fronte di una media nazionale del 7,5%) e dei residenti stranieri sulla popolazione totale (10,5%, mentre la media italiana è del 7%). Ancora una volta il fenomeno migratorio conferma le sue caratteristiche di crescita e di stabilità in Emilia-Romagna dove, al 31/12/2009, la stima della Caritas dei soggiornanti è di 515.794 persone, di cui circa la metà donne: l’11,7 % della popolazione complessiva.
Ma c’è un altro dato che conferma la stabilità, ed è quello della cittadinanza: nel 2009 in Emilia-Romagna 7200 cittadini stranieri hanno ottenuto la cittadinanza italiana, che significa il 14,3% del totale nazionale (50.300) delle nuove cittadinanze. Infine, i bambini nati da madre straniera lo scorso anno sono stati 11.107, pari al 28% del totale dei nati.
“L’immigrazione è strutturale, c’è già” ha ribadito l’assessore regionale alle Politiche sociali e Immigrazione Teresa Marzocchi che, insieme a Pietro Pinto (Comitato Scientifico Dossier Caritas/Migrantes), Gianmarco Marzocchini (delegato regionale Caritas) e Massimo Ferrante (Cna Bologna), ha presentato stamani il Dossier. “Per questo – ha aggiunto – non hanno senso dibattiti del tipo ‘sì all’immigrazione’, ‘no all’immigrazione’. Sì invece ai confronti e ai dibattiti su come operare per migliorare sempre più l’integrazione e il dialogo”. Negativo il parere sull’Accordo per l’integrazione predisposto dal governo: “Intanto non è finanziato – ha sottolineato l’assessore – , e quindi sono parole senza soldi; e poi è disincentivante rispetto all’accoglienza”.
Parlando dell’apporto fiscale, contributivo e dei consumi degli stranieri, l’assessore ha ribadito come in Emilia-Romagna “il 5% delle pensioni sia pagato da cittadini immigrati”. Per il prossimo anno la Regione si impegnerà in particolare “per favorire l’apprendimento della lingua italiana, con particolare attenzione alle donne – ha aggiunto Marzocchi – ; altro settore di grande importanza sono le politiche giovanili per le seconde generazioni, con la rete di raccordo delle realtà associative. Ricordo che l’Emilia-Romagna è stata la prima Regione in Italia ad aver aperto il servizio civile regionale ai giovani stranieri: è uno strumento davvero importante di conoscenza reciproca e di integrazione”.
I residenti
Dopo uno sviluppo iniziale che ha interessato principalmente la “via Emilia” (in particolare le province di Parma, Modena, Reggio Emilia e Bologna) negli anni più recenti si è affermata la tendenza a una maggiore diffusione ed equilibrio delle presenze straniere nelle diverse province. Calcolando il dato delle residenze in regione è evidente un continuo incremento dell’incidenza percentuale (dall’8,5% del 2008 al 9,7% nel 2009, fino al 10,5% nel 2010). Rispetto ai dati all’1/1/2009, la crescita della popolazione straniera residente è pari al 9,8%: un dato in flessione rispetto alle percentuali degli scorsi anni (10% del 2006, 12% del 2005, 15% del 2007 e 2008).
I Comuni emiliano-romagnoli che superano il 10% dei residenti stranieri sono passati dai 22 del 2004 ai 140 del 2009 con Galeata (Forlì-Cesena) e Luzzara (Reggio Emilia) al 20,3%, Castel San Giovanni (Piacenza) al 19,4%, Rolo (Reggio Emilia) al 17,9%. I principali paesi d’origine dei residenti sono il Marocco (14,6%), la Romania (13,1%), l’Albania (12,7%). Da segnalare la crescita di alcuni paesi dell’est europeo (Moldavia, Ucraina), mentre si rilevano alti valori percentuali rispetto all’anno precedente anche per il Pakistan, il Bangladesh e l’India.
La scuola
Anche nel 2009 l’Emilia-Romagna mantiene il primo posto in Italia per incidenza percentuale di alunni stranieri. Nell’anno scolastico 2009/2010 gli alunni con cittadinanza non italiana sono stati 78.214 (su 578.323 iscritti totali). La percentuale è salita al 13,5% (7,5% il dato nazionale), mentre nell’anno scolastico 2008/2009 era al 12,8%. In particolare, emerge un incremento significativo nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove la percentuale degli alunni stranieri è rispettivamente del 14,8% e del 15,2%. Anche nei nidi la presenza è sempre crescente: nell’anno scolastico 2009/2010 la percentuale di stranieri è del 8,2%.
Il lavoro
In Emilia-Romagna nel corso del 2009 nella banca dati Inail risultano occupati 307.769 lavoratori dipendenti stranieri: rappresentano il 19,3% dei lavoratori complessivi, a conferma di una crescita costante registrata negli ultimi anni (nel 2007 i lavoratori stranieri rappresentavano il 17,8% e nel 2008 il 18,8%). L’industria (con il 26,4%), l’alberghiero (con il 13,6%), le costruzioni (con il 12,3%), i servizi alle imprese (9,7%) e l’agricoltura (9,5%) sono i settori dove gli stranieri trovano maggiormente impiego. I paesi d’origine più rappresentati nel lavoro dipendente sono, nell’ordine, Romania, Marocco, Albania, Cina.
Non solo lavoratori dipendenti: secondo i dati di Infocamere - Camera di Commercio, al 31/12/2009 i titolari stranieri di impresa individuale sono 31.101, cioè il 7,3% di tutte le imprese attive. I settori dove gli stranieri “imprendono” di più sono le costruzioni, seguite dal commercio e dalle attività manifatturiere. Per quanto riguarda i paesi d’origine più rappresentati nelle imprese individuali, sono Albania, Marocco, Cina, Romania.
Immigrati: redditi e tasse
L’apporto dei lavoratori stranieri è importante non solo sul versante produttivo, ma anche su quello fiscale, contributivo e dei consumi. In particolare, in Emilia-Romagna dall’occupazione straniera nel 2008 sono arrivati 733 milioni di euro di contributi previdenziali e 358 milioni di gettito fiscale (tra Irpef, Iva sui consumi, imposte sui fabbricati), per un totale di oltre 1 miliardo di euro. Se da una parte c’è un livello mediamente più basso dei redditi dei lavoratori stranieri, che si traduce in un minor gettito fiscale, dall’altra c’è una struttura del welfare italiano orientata prevalentemente verso le prestazioni previdenziali e i servizi socio-sanitari per gli anziani; una struttura, quindi, di cui gli stranieri possono essere beneficiari in parte molto ridotta, anche perché la normativa in vigore permette loro il pensionamento solo al compimento del sessantacinquesimo anno di età. In sintesi: la percezione che gli immigrati rappresentino un onere per i conti pubblici non è suffragata dai dati: in particolare, i contributi previdenziali sono un indubbio vantaggio per il bilancio Inps, almeno nel breve periodo.
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Statistiche a cura dell’Osservatorio sul fenomeno migratorio della Regione Emilia-Romagna (.doc, 369 KB)
Rifugiati e richiedenti asilo, 4500 presenze in regione. Nuovo ente capofila per il progetto "Terra d'asilo"
(18/10/10)
Sono circa 4.500 in Emilia-Romagna, tra coloro che hanno ottenuto una protezione dallo Stato italiano e coloro che hanno fatto domanda di asilo e attendono ancora una risposta. Provengono soprattutto da Eritrea, Costa d’Avorio, Nigeria, Afghanistan, Somalia e fuggono da dittature, guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani. E’ quanto emerge dal monitoraggio annuale del progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo”, che ha un nuovo capofila, il Comune di Reggio Emilia.
Di queste persone, della loro protezione e accoglienza, sancita anche a livello europeo e internazionale, in Italia si occupa una rete di enti locali insieme ad associazioni e cooperative sociali: il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar). Attualmente in Emilia-Romagna esistono nove progetti – a Rimini, Forlì, Ferrara, Ravenna, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Parma, Fidenza – inseriti nella rete nazionale Sprar, per un totale di 245 posti, finanziati tramite un bando nazionale del ministero dell’Interno. A fine settembre il bando è stato riaperto e per la prima volta i progetti avranno validità triennale (2011/2013).
“Il mio auspicio – afferma l’assessore regionale alle Politiche sociali e di integrazione per l'immigrazione Teresa Marzocchi – è che al nuovo bando si ripresentino e siano nuovamente approvati tutti e nove i progetti già avviati negli scorsi anni, ma non solo: che ai territori già coinvolti nell’accoglienza in Emilia-Romagna si aggiunga quest’anno anche quello di Piacenza”. Il diritto di asilo “è un diritto fondamentale – aggiunge l’assessore – e la tutela di chi fugge dalle dittature e dalle guerre è un dovere di ogni società democratica. Senza contare che i rifugiati possono rappresentare una grande risorsa, sociale e culturale, per i Paesi che li accolgono”.
“Emilia-Romagna terra d’asilo”
La Regione Emilia-Romagna è l’unica regione in Italia ad aver adottato, insieme agli enti locali, ai sindacati e a diverse realtà del terzo settore, un protocollo d’intesa per assicurare ai rifugiati accoglienza e possibilità di integrazione “armoniche” a livello regionale. Dal protocollo è nato nel 2005 il progetto “Emilia-Romagna terra d’asilo”, che ha l’obiettivo di ampliare e supportare la rete dei partner, realizzare un monitoraggio annuale, organizzare corsi di formazione per operatori degli enti locali, forze dell’ordine e terzo settore. Da quest’anno l’ente capofila del progetto è il Comune di Reggio Emilia. “Il lavoro di rete si è dimostrato negli scorsi anni decisamente efficace per diffondere attività di accoglienza e buone prassi, oltre che per dare informazioni corrette sui diritti umani delle persone, perché questo è il tema di base legato alla popolazione rifugiata, che nulla ha a che fare con quello dell’immigrazione clandestina” spiega l’assessore a Coesione e Sicurezza Sociale del Comune Franco Corradini. “In questo modo, grazie alla rete, si valorizzano e si diffondono le risorse presenti sui territori. Sono orgoglioso del ruolo di primo piano che assume da ora il Comune di Reggio Emilia a livello regionale; continueremo quanto di buono è stato fatto finora, grazie all’impegno di Regione, enti locali e terzo settore”.
Il mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna nel 2009 per i cittadini non appartenenti alla UE a 27
(18/10/10)
On line sul sito www.emiliaromagnalavoro.it il report “Il mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna nel 2009 per i cittadini non appartenenti alla UE a 27”.
Il documento, curato dal Servizio Lavoro della Regione, analizza i dati ISTAT sull’occupazione non comunitaria nella nostra regione.
Nel 2009, secondo l’ISTAT, risultavano residenti in Emilia-Romagna 327.675 persone di nazionalità non appartenente alla UE a 27 di cui 159.001 donne (48,5%) e 168.674 uomini. Rispetto alla popolazione complessiva incidono per il 7,6%, con una percentuale più alta per i maschi, 8%, che per le femmine, 7,2%.
E’ una popolazione giovane, molto più giovane di quella italiana, per l’85,3% con un’età inferiore ai 45 anni dove gli italiani concentrano, viceversa, il 47,8% dei residenti. Altamente significativa è la percentuale di giovanissimi, 24,1%, quasi doppia rispetto ai coetanei italiani, 12,2%.
Sono occupate 160.384 persone che rappresentano l’8,2% dell’occupazione complessiva, una percentuale più alta dei residenti. In questo caso la percentuale maschile è molto più alta di quella femminile in quanto il 61,4% degli occupati è rappresentato da uomini, 98.618, il 9% del totale di genere, mentre le donne occupate sono 61.766, il 7,1%.
Nel triennio 2007-2009, la crescita dell’occupazione non comunitaria è stata del +13,6%, in termini assoluti oltre diciannovemila persone in più, da imputare completamente alla componente femminile, +39,6%. Quindi l’incidenza della componente femminile è cresciuta di +7,2 punti percentuali nel triennio e rappresenta la quasi totalità della crescita.
Il livello di istruzione dichiarato dagli occupati riporta l’immagine di una forza lavoro meno istruita di quella italiana, specialmente fra i maschi, con titoli di studio Bassi, il 51,5% del totale di genere. Emerge comunque una discreta presenza di titoli alti quindi, come conseguenza, sono percentualmente meno presenti quelli intermedi, il 37,6% in complesso a fronte del 47,5% degli italiani. Anche fra i non comunitari le donne presentano un livello di istruzione, in termini percentuali, superiore a quella dei maschi. Il 42,2% ha un titolo di studio medio a fronte solo del 34,7% dei maschi, il 17,8% possiede un titolo di studio alto contro il 6,7% dei maschi e quindi a fronte del 58,6% dei maschi con un basso titolo di studio le donne occupate non comunitarie con tale livello di istruzione sono solo il 40,1%.mento analizza la priorità dell’Unesco riguardo all’eguaglianza di genere nell’Action Plan 2008-2013. A fianco di una disamina delle principali policies messe in campo nei settori delle scienze naturali, delle scienze umane e sociali, della cultura e della comunicazione ed informazione, l’autore, borsista presso l'Unesco, si concentra sugli obiettivi specifici che concernono l’educazione permanente.
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Il mercato del lavoro dell’Emilia-Romagna nel 2009 per i cittadini non appartenenti alla UE a 27
L’Unesco e la priorità dell’eguaglianza di genere
(29/07/10)
Nella sezione Contributi del sito pubblichiamo l’analisi di Mattia Baglieri “L’Unesco e la priorità dell’eguaglianza di genere: il Gender Equality Action Plan [GEAP] 2008-2013 ed il ruolo particolare dell’educazione”.
Il documento analizza la priorità dell’Unesco riguardo all’eguaglianza di genere nell’Action Plan 2008-2013. A fianco di una disamina delle principali policies messe in campo nei settori delle scienze naturali, delle scienze umane e sociali, della cultura e della comunicazione ed informazione, l’autore, borsista presso l'Unesco, si concentra sugli obiettivi specifici che concernono l’educazione permanente.
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Il contributo di Mattia Baglieri
L'inevitabile dipendenza, intervista a Eva Feder Kittay
(06/07/10)
Si intitola “L'inevitabile dipendenza” l’intervista che Thomas Casadei ha fatto a Eva Feder Kittay per il numero 175 della rivista indipendente "Una città".
Nel pezzo, che si può leggere a questo indirizzo (http://www.unacitta.it/newsite/intervista.asp?id=2047), Kittay racconta la sua passione per una filosofia che parte dai corpi e dalle persone nella loro vulnerabilità, e di come ha trovato il coraggio di scrivere della figlia, affetta da una grave disabilità cognitiva. Un'esperienza, quest’ultima, che l'ha avvicinata ai disability studies e all'etica della cura, che trova la sua migliore applicazione proprio nelle relazioni di dipendenza.
È possibile farsi un'idea della rivista (mensile di interviste e foto, di 48 pagine, senza pubblicità) andando al sito http://www.unacitta.it o richiedendo copia saggio a mailing@unacitta.org.
"Molteplicittà", l'intervento dell'assessore Bortolazzi: alfabetizzazione, mediazione, contrasto alla discriminazione
(02/07/10)
Alfabetizzazione, mediazione interculturale, contrasto al razzismo e alla discriminazione. Delle priorità e strategie della Regione Emilia-Romagna per il periodo 2009-2011 ha parlato l’assessore allo Sviluppo delle risorse umane e organizzazione Donatella Bortolazzi, intervenendo stamani all’inaugurazione di “Molteplicittà”, rassegna di incontri e spettacoli dedicata ai temi dell'interculturalità e promossa da Legacoop Bologna con il patrocinio del Comune di Bologna, della Provincia e della Regione Emilia-Romagna.
“Uno degli slogan più comuni è che gli immigrati ci portino via il lavoro e usufruiscano dei servizi pagati con i nostri soldi. La realtà invece – ha sottolineato l’assessore – è molto diversa e dimostrabile con dati concreti”.
La Regione Emilia-Romagna è stata la prima ad approvare una legge regionale organica in tema d’immigrazione dopo la riforma del Titolo V (legge regionale 5 del 2004). Sul piano dei principi, ha ricordato Donatella Bortolazzi, la legge intende assicurare l’accesso universalistico al sistema di welfare (e impedire così il ricorso a servizi separati), rafforzare il dialogo e il rispetto delle differenze contrastando razzismo e xenofobia, e promuovere, nel rispetto delle norme, la partecipazione degli immigrati alla vita pubblica e alle scelte politiche nei suoi vari aspetti. Per quanto riguarda gli strumenti, la legge ha istituito un Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio, la Consulta regionale per l’integrazione dei cittadini immigrati, e un tavolo interassessorile regionale dove vengono coordinati gli interventi dei diversi settori. Ha inoltre attivato una specifica programmazione triennale per individuare priorità e strategie che, per il 2009-2011, riguardano appunto l’alfabetizzazione alla lingua italiana, la mediazione interculturale e le attività di contrasto al razzismo e alla discriminazione. “Con il nuovo permesso di soggiorno a punti – ha spiegato l’assessore – agli stranieri verrà chiesta una buona conoscenza della lingua italiana: di fronte a un governo che esige ‘requisiti’ in più senza stanziare risorse mirate, si rivela giusta la scelta fatta dalla Regione per sostenere l’alfabetizzazione”. Regione che, ha concluso l’assessore, “attraverso tutti i suoi strumenti – sia di tipo statistico, sia di ‘relazione’ e di rapporti con i territori, la società, la scuola, il terzo settore, il mondo del lavoro – ha saputo e sa ‘leggere’ e cogliere le sfide del futuro elaborando politiche adeguate, anche nel campo dell’immigrazione”.
Crescono i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna: +9,45%
(30/06/10)
Oltre 460mila, che tradotto significa il 10,53% della popolazione totale. Sono i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna al primo gennaio 2010, in base alla rilevazione annuale svolta dal Servizio controllo strategico e statistica della Regione. Una presenza giovane: trentun anni l’età media, con una componente femminile che sta crescendo e che supera quella dei maschi in particolari classi di età.
I dati della rilevazione
I cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 462.840. Un dato in crescita, rispetto al 2009, di quasi 40 mila persone (39.945), pari al +9,45% (+10,9% per le femmine e +8% per i maschi). L’incremento risulta tuttavia in flessione rispetto ai valori registrati negli anni precedenti (+15,2% nel 2009 e 15% nel 2008). L’aumento complessivo della popolazione regionale rilevato sempre al primo gennaio (+39.439) è interamente collegato alla crescita della componente straniera, che ha più che compensato la riduzione, anche se lieve (-506 unità), dei residenti con cittadinanza italiana.
Gli aumenti più consistenti si sono registrati in valore assoluto nelle province di Bologna (+8.074 unità), Modena (+6.314) e Reggio Emilia (+5.082), mentre in termini percentuali la crescita è stata maggiore nelle province di Ferrara (+11,6%), Forlì-Cesena (+11,1%) e Rimini (+10,8%). Le incidenze più elevate sul totale della popolazione riguardano le province di Piacenza (12,6%), Reggio Emilia (12,3%) e Modena (11,9%).
Dall’analisi dei dati emerge come gli stranieri si stabiliscano soprattutto in pianura (10,8% di tutta la popolazione) e in collina (10,3%), pur mantenendo una certa presenza anche in montagna (8,6%). L’aumento rispetto allo scorso anno è più evidente in pianura (+9,8%) rispetto alla collina (+8,9%) o alla montagna (+7,3%). Le comunità più rappresentate a livello regionale sono la marocchina (67.502 residenti, +7,4% rispetto allo scorso anno), la rumena (60.673, +11,4%), l’albanese (58.735, +7,2%) e l’ucraina (23.710, +17,1%).
L’età media degli stranieri residenti in regione è di 31 anni (contro un’età media della popolazione complessiva di 45 anni). Un terzo ha meno di 25 anni e il 23% è minorenne. Le classi d’età in cui l’incidenza sulla popolazione complessiva è più elevata sono quelle di 25-29 anni e 0-2 anni (rispettivamente il 22,7% e il 21%).
Sul totale degli stranieri residenti le donne rappresentano il 50,7%. La presenza femminile sta quindi crescendo e supera quella dei maschi in particolari classi di età (tra i 22 e i 32 anni e per le età di 47 anni e oltre). Inoltre, nelle province di Parma, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini il numero delle residenti straniere supera quello dei maschi stranieri. Complessivamente il rapporto tra maschi e femmine (“rapporto di mascolinità”) è di 97 maschi ogni 100 femmine (contro il 99,7 al primo gennaio 2009) e tende ad allinearsi a quello della popolazione totale (94,5 maschi ogni 100 femmine).
La rilevazione della Regione è frutto della stretta collaborazione con gli uffici di Statistica o delle Politiche Sociali delle Province e dei Comuni; i dati presentati tengono conto dell’ingresso in Emilia-Romagna dei sette Comuni dell’Alta Valmarecchia.
Online le slides presentate nei laboratori di approfondimento
(10/06/10)
Pubblicate nella sezione Secondo ciclo di seminari del sito le slides presentate nel corso dei laboratori di approfondimento di maggio-giugno 2010 da Udo C. Enwereuzor, ricercatore COSPE - Area promozione diritti di cittadinanza, e Flaviano Zandonai, sociologo e segretario di Iris Network Rete nazionale degli Istituti di ricerca sull’impresa sociale.
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Secondo ciclo di seminari Labdi
Via ai laboratori di approfondimento Labdi
(04/06/10)
Riprendono con l’incontro dell’8 giugno a Bologna i laboratori di approfondimento del secondo ciclo di Labdi.
All’appuntamento bolognese seguiranno il 9 il laboratorio a Ferrara, il 10 a Ravenna, il 14 a Reggio Emilia, il 21 a Parma e il 22 a Piacenza.
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Labdi – Secondo ciclo di seminari
Concorso ‘Sapete come mi trattano?’
(28/05/10)
La Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap (Fish), organizza il Concorso "Sapete come mi trattano?" volta a far luce sulle storie di ordinaria discriminazione vissute quotidianamente da molte persone con disabilità, che di rado vengono raccontate e spesso sono nascoste dai mezzi di informazione e comunicazione.
Questa iniziativa, prevista dal progetto “Diritti Umani: azioni di rete per il superamento di vecchie e nuove forme di segregazione”, co-finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, è rivolta a far luce su queste poco tollerabili zone d'ombra della nostra società testimoniando, attraverso una fotografia, una vignetta, un filmato o un testo che potrà diventare la sceneggiatura per uno spot o un cortometraggio, il proprio pensiero e la propria creatività rispetto al tema della discriminazione o dell’esclusione sociale delle persone con disabilità.
Il Concorso si chiude il 21 giugno 2010
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www.sapetecomemitrattano.it
Discriminazioni e relativismo. Relazione di Francescomaria Tedesco
(26/04/10)
Pubblicata nella sezione Documentazione del sito il testo della relazione di Francescomaria Tedesco “Discriminazioni e relativismo” tenuta nell’ambito di un ciclo di incontri promossi dall’Associazione “Avvocato di Strada – ONLUS” in occasione della VIª Settimana nazionale contro il razzismo (15-21 marzo 2010).
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Leggi la Relazione
Bando di Concorso UNAR-CRUI
(25/05/10)
L'UNAR - Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali e la CRUI bandiscono per il quarto anno un premio per dottorati di ricerca con l'obiettivo di diffondere negli Atenei italiani la cultura della parità di trattamento e delle pari opportunità.
Il premio è destinato alle tre migliori tesi di dottorato di ricerca, già discusse con esito positivo a partire dall'anno 2008, aventi a tema studi finalizzati ad accrescere la conoscenza e l'approfondimento scientifico dei temi della promozione della parità di trattamento indipendentemente dalla razza o dall'origine etnica o dall'appartenenza culturale o religiosa e del contrasto ad ogni forma di discriminazione razziale, con particolare riguardo ai luoghi di lavoro, alle periferie urbane, alle giovani generazioni.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata per il 31 maggio 2010.
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Il bando (.pdf, 2.1 MB)
La domanda di partecipazione (.pdf, 151 KB)
Immigrazione straniera: i dati in Emilia-Romagna
(19/04/10)
421.509 persone a tutto il 2008, pari al 9,7% della popolazione e in media con l´Europa; classi sempre più miste, con una percentuale di bambini stranieri che tocca il 12,75% sul totale degli iscritti; un aumento nel 2008 di poco superiore al 15% degli stranieri residenti, grazie alla capacità attrattiva del mercato del lavoro locale, nonostante la crisi economica diffusa.
E il ritmo di crescita della popolazione straniera in regione? All´apice tra metà anni ´90 e metà degli anni 2000, con incrementi medi intorno al 20%.
Sono solo alcuni dei numeri che emergono da "L´immigrazione straniera in Emilia-Romagna", il decimo rapporto sul fenomeno curato dalla Regione e online su Emiliaromagnasociale con i dati aggiornati al primo gennaio del 2009 (edizioni CLUEB-Cooperativa Libraria Universitaria Editrice Bologna). Un fenomeno che in pochi anni ha cambiato volto, struttura, livelli di interpretazione e impianto concettuale a tutta la società italiana: secondo la Caritas/Migrantes, in Italia i soggiornanti stranieri sono passati dai 500mila di fine anni ´80 ai quasi 4 milioni e 330mila della fine del 2008.
Per informazioni:
Regione Emilia-Romagna-Servizio Politiche per l´accoglienza e l´integrazione sociale
Osservatorio regionale sul fenomeno migratorio
Viale A. Moro 21-Bologna
Tel. 051.5277485/051.5277493
dsalvador@regione.emilia-romagna.it
Nasce la Rete regionale TogethER
(14/04/10)
Si chiama TogethER la neonata rete interculturale regionale basata su gruppi associativi giovanili, territoriali o meno, che condividono valori ed ideali prevalentemente incentrati sul rispetto delle
idee e dei pensieri altrui.
Questi gli obiettivi che la Rete regionale TogethER si propone:
- lotta alla discriminazione: a partire dall’art.3 comma 1, impegno a combattere e respingere
in forma non violenta ogni tipo di discriminazione e violenza contro ogni individuo attraverso
campagne e attività di sensibilizzazione sul territorio;
- partecipazione dei giovani: promozione e valorizzazione della rappresentazione dei giovani come protagonisti attivi del loro territorio;
- interculturalità e dialogo: promuovere l’interculturalità attraverso il dialogo;
- promozione di eventi: favorire la promozione dell’espressione delle diverse realtà culturali
presenti nel territorio con incontri d’approfondimento e scambio, eventi, iniziative, meeting.
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Il sito della Rete regionale TogethER
Pubblicate le relazioni di Casalini, Kittay e Fiorita e gli interventi di Enwereuzor e Zandonai
(15/03/10)
Sono online nella sezione Documentazione del sito, le relazioni di Brunella Casalini (Etica della cura, disability studies e approccio delle capacità), Eva Feder Kittay (Disability, dependence, dignity and care ) e Nicola Fiorita (Le istituzioni e la lotta alla discriminazione) presentate nel corso della Giornata di Studio “Ambiti e forme della discriminazione: approcci teorici, casi concreti e politiche pubbliche di contrasto” (Bologna, seminario 3 febbraio 2010), e gli interventi che Udo Clement Enwereuzor e Flaviano Zandonai hanno presentato nei seminari “Individuare lo stigma e contrastare le discriminazioni: il ruolo delle istituzioni e l’integrazione tra servizi”.
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Documentazione
XVI Corso Multidisciplinare di Educazione ai Diritti – Unicef
(12/02/10)
Ha preso il via a metà gennaio il XVI Corso Multidisciplinare di Educazione ai Diritti – Unicef.
Tra gli obiettivi dell’iniziativa, organizzata dal Comitato Provinciale di Milano per l’UNICEF e rivolta a studenti universitari, neolaureati, giovani professionisti, a chi lavora con e per i bambini e gli adolescenti e a quanti sono interessati ai temi trattati: diffondere la conoscenza della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e promuovere la una cultura dell’infanzia e dell’adolescenza; approfondire la violazione dei diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti in diverse aree geografiche del mondo e in diversi contesti socio-culturali; rispondere alle esigenze informative e formative di giovani, professionisti che a vario titolo lavorano con e per le bambine, i bambini e gli adolescenti e di quanti sono interessati al tema; fornire ai partecipanti strumenti e metodologie che possano essere replicati in diversi contesti.
Al corso, che terminerà a maggio, si sono iscritti 209 tra studenti, professionisti e insegnanti.
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Il programma del corso (.pdf, 256 KB)
Seminario di Teoria del diritto e Filosofia pratica
(12/02/10)
Il Dipartimento di scienze giuridiche dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con Scuola di Dottorato in Scienze Giuridiche organizza il XIV° ciclo del
Seminario di Teoria del diritto e Filosofia pratica.
Promosso dagli insegnamenti di Filosofia del diritto, Sociologia del diritto e Teoria dell’argomentazione normativa, tenuti dal prof. Francesco Belvisi e dal prof. Gianfrancesco Zanetti, il ciclo di seminari avrà come filo conduttore i diritti umani: trasformazioni, aporie, violazioni.
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Il programma (.doc, 136 KB)
Concorso “René Cassin”
(09/02/10)
C’è tempo sino al 7 Aprile 2010 per partecipare al concorso “René Cassin” per l’assegnazione di 3 borse di ricerca e formazione e 3 borse di studio e ricerca per tesi di laurea di secondo livello.
Promosse dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, il bando, che prende il nome dal padre della Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo e ex Nobel per la Pace, offrirà ai giovani laureati con tesi sui diritti umani, che hanno studiato o risiedono in Emilia-Romagna, 3 borse di lavoro di 10.000 euro ciascuna per svolgere un tirocinio nel campo dei diritti umani all’estero per 9 mesi e 3 borse di studio di 2.500 euro per frequentare corsi di formazione.
Le domande di partecipazione al concorso, indirizzate all’Ufficio di Presidenza dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna, dovranno tassativamente pervenire entro il 07 Aprile 2010.
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Il bando 2010-2011 (.pdf, 184 KB)
La Regione Liguria approva una legge contro le discriminazioni
(18/01/10)
Il Consiglio della Regione Liguria ha approvato la proposta di legge “Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità in genere”. La legge si propone di affrontare i problemi posti dalla discriminazione determinata dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere e di proporre soluzioni concrete.
La Liguria è la seconda regione italiana, dopo la Toscana, che affronta il problema della discriminazione sessuale rispondendo alle indicazioni e alle norme emanate dall’Unione europea che si sono espresse perché vengano adottati provvedimenti che favoriscano politiche e comportamenti anti-discriminatori.
Ambiti del provvedimento sono il lavoro, la formazione professionale, la sanità e l’assistenza.
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Norme contro le discriminazioni determinate dall’orientamento sessuale o
dall’identità di genere - L.R. 10 novembre 2009, n. 52 (.pdf, 66 KB)
Rapporto Caritas/Migrantes: in Emilia-Romagna sono oltre 421mila gli stranieri residenti
(28/10/09)
Ancora una volta si conferma l´Emilia-Romagna si conferma la regione con la più elevata incidenza a scuola degli iscritti non italiani sul totale degli alunni.
Ma è anche la regione dove i lavoratori stranieri rappresentano il 18,8% dei lavoratori complessivi (la media nazionale è del 15,5%) e dove la percentuale di donne, sull’insieme dei residenti stranieri, ha raggiunto quota 50,1%.
È una presenza sempre più consolidata e diffusa quella degli immigrati in Emilia-Romagna, dove, secondo le stime della Caritas al 31 dicembre 2008, i soggiornati sarebbero 461.800, ovvero circa il 10,5 % della popolazione totale.
Il punto sul fenomeno migratorio, a livello nazionale e regionale, è contenuto nell’edizione 2009 del Rapporto Caritas/Migrantes.
Alcuni dati
Esaminando il dato delle residenze (421.509 al1’1 gennaio 2009) emerge, rispetto all’anno precedente, un incremento dell’incidenza percentuale: passa infatti dal 8,55 al 9,72. La crescita della popolazione straniera residente è, rispetto ai dati all’1 gennaio 2008, del 15%: un dato analogo alle tendenze percentuali dello scorso anno ma decisamente superiore al 10% del 2006 e 12% del 2005.
Dal 2007 al 2008, la percentuale di donne sul totale dei residenti stranieri è passata dal 49,4% al 50,1%: un dato che conferma la tendenza verso un riequilibrio nella composizione per genere. I Comuni che superano il 10% dei residenti stranieri passano dai 22 del 2004 ai 114 del 2008 con Galeata (Fc) al 20,1%, Luzzara (Re) al 18,9%, Castel San Giovanni (Pc) 17,8%, Rolo (Re) 16,3%.
I principali paesi di provenienza sono il Marocco (14,9%), l’Albania e la Romania (12,9%) Appare in crescita il dato della Romania e dell’Est Europeo in generale (Polonia, Ucraina, Moldavia, e così via).
Per quanto riguarda il lavoro nel 2008 nella banca dati Inail risultano occupati per l’Emilia-Romagna 302.003 lavoratori stranieri - di cui 125.396 donne, ovvero il 41,5% - che rappresentano il 18,8% dei lavoratori complessivi. Un dato di poco inferiore alla media delle regioni del nord est, con il 19,3%, e superiore alla media italiana: 15,5%. Il 18,8% conferma la crescita costante registrata negli ultimi anni (nel 2007 i lavoratori stranieri rappresentavano il 17,8%).
I settori dove si concentrano prevalentemente sono l’industria (26,7%), le costruzioni (13,6%), l’alberghiero (12,9%), i servizi alle imprese (9,8%) e l’agricoltura (8,4%). Secondo i dati elaborati dalla Cna, aggiornati a maggio 2009, in regione sono attive 22.360 imprese con titolare straniero: rappresentano circa il 12% del totale nazionale. Si stima che i lavoratori stranieri abbiano versato nel 2007 oltre 273 milioni di euro di contributi previdenziali (273.783.555) e più di 365 milioni di euro di gettito fiscale (365.803.245).
Anche nell’anno scolastico 2008/2009 l’Emilia-Romagna si è confermata la regione con la più elevata incidenza degli iscritti non italiani: 72.606 (su 569.616 alunni totali). La percentuale è salita al 12,7% (7% a livello nazionale), mentre nello scorso anno scolastico era dell’11,8%. In particolare, c’è un significativo incremento nella scuola primaria e secondaria di primo grado, dove la percentuale degli alunni stranieri è già superiore al 14%.
Terra di Tutti Film Festival 2009
(07/10/09)
Terza edizione per Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di cinema sociale promossa dalle organizzazioni non governative Cospe e Gvc, in programma da giovedì 8 a domenica 11 ottobre al Cinema Lumière di Bologna.
Arrivano da Italia, Francia, Spagna, Repubblica Ceca e poi da Mozambico, Senegal, Cina, Palestina, Rwanda, Tunisia, Uzbekistan, Bolivia e Messico, i 35 documentari e cortometraggi in concorso in questa quattro giorni di proiezioni, incontri con registi ed eventi, tutti incentrati su temi importanti e spesso “sotterranei” come lotta alla povertà, le migrazioni, i conflitti e lo sviluppo sostenibile. Da quest’anno verrà dato anche spazio agli approfondimenti sulla cooperazione con i convegni promossi dal coordinamento delle ong dell’Emilia-Romagna.
Le proeizioni verranno intervallate ed accompagnate da performance musicali dal vivo, dj set, dibattiti e mostre fotografiche.
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Il sito della manifestazione
A Piacenza seconda edizione per il Festival del Diritto
(11/09/2009)
La seconda edizione del Festival del Diritto, che si svolgerà a Piacenza dal 24 al 27 settembre, avrà come tema portante "Pubblico e Privato".
Numerosi e prestigiosi i partecipanti alla manifestazione: l’ex presidente Carlo Azeglio Ciampi, Eugenio Scalfari, Paolo Garimberti, Giancarlo De Cataldo, Fedele Confalonieri, Ferruccio De Bortoli, Vasco Errani, Roberto Formigoni, Carlo Freccero, Massimiliano Fuksas, Carlo Galli, Piercamillo Davigo, Mario Calabresi, Pierluigi Bersani, Francesco Greco, Guido Rossi, Salvatore Settis, Giuliano Amato, Alberto Abruzzese.
Al programma principale del Festival, che prevede 48 incontri nell’ambito della quattro giorni piacentina, si affianca il programma partecipato, costruito con le proposte presentate, a livello locale, dalle istituzioni, numerose associazioni, diverse categorie professionali, il mondo della scuola e diversi operatori culturali. Si tratta di 24 eventi, quattro dei quali organizzati dalle scuole superiori di Piacenza. Otto spettacoli di vario genere -musica, teatro, cinema, danza – animeranno le serate del Festival. Sono previste anche mostre fotografiche e di pittura e laboratori creativi.
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Il sito del festival
Per la diversità. Contro la discriminazione
10/07/09
Si intitola “Per la diversità. Contro la discriminazione” la sesta edizione del Journalist Award 2009, concorso rivolto a giornalisti che, attraverso il loro lavoro, abbiano contribuito alla lotta contro ogni tipo di discriminazione, sia essa di tipo etnico, religioso, di credo, di terra, di età.
Possono partecipare i giornalisti (anche online) di tutti i paesi dell’Unione europea inviando, entro il 31 agosto, un articolo o un elaborato sul tema della discriminazione o del razzismo nelle sue diverse forme. I testi devono essere stati pubblicati tra il 1° novembre 2008 e il 31 agosto 2009.
Quest’anno è previsto un premio speciale a cui possono partecipare giornalisti che con i propri articoli abbiano analizzato gli ambiti e i processi attraverso i quali la discriminazione produce condizioni di povertà.
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Il sito del Premio
Nasce un portale dedicato alle diseguaglianze sociali
07/05/09
È in linea il portale www.disuguaglianzesociali.it, un progetto della «Fondazione Ermanno Gorrieri per gli studi sociali» finalizzato alla creazione di una biblioteca virtuale sulla vasta problematica delle disuguaglianze sociali e delle politiche per contrastarle.
A fondamento del progetto vi è il riconoscimento della centralità che il fenomeno della disuguaglianza riveste, nel mondo contemporaneo, in ordine all’effettivo esercizio dei diritti e delle libertà fondamentali e alla sopravvivenza stessa della democrazia.
L’obiettivo è di raccogliere sistematicamente, nel tempo, le informazioni e le conoscenze sulle disuguaglianze sociali e di renderle disponibili agli studiosi, ai decisori politici, alle organizzazioni sociali e, più ampiamente, a un’opinione pubblica consapevole.
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Il sito
Diversità culturale, identità di tutela
09/04/09
È disponibile in versione integrale sul sito dell’INPS lo studio “Diversità culturale, identità di tutela – III° Rapporto su immigrati e previdenza negli archivi dell’INPS”.
La pubblicazione, elaborata dall’Istituto con la collaborazione del Dossier statistico Immigrazione Carità/Migrantes, si propone di aiutare a comprendere il ruolo degli immigrati sia come lavoratori, sia come destinatari del sistema di protezione previdenziale e assistenziale.
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Lo studio (.pdf, 12 KB)
Emilia-Romagna, firmata intesa sulla comunicazione interculturale
(17 febbraio 2009) C’è il periodico e il quotidiano, ci sono i siti internet e i programmi radio-televisivi. Attualmente sono una quindicina, da Piacenza a Rimini, le esperienze nel campo della comunicazione promosse o realizzate da cittadini di origine straniera. Ma i cosiddetti "media multiculturali" - una realtà viva e in continua crescita in Emilia-Romagna, dove la popolazione immigrata residente rappresenta ormai l’8,6% del totale - devono fare spesso i conti con problemi di sostenibilità economica, di riconoscimento professionale, di legittimazione.
E’ in questo contesto che si colloca il Protocollo d’intesa sulla comunicazione interculturale, siglato da Regione, Ordine dei giornalisti e CoReCom Emilia-Romagna, Consulta regionale per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri, Anci, Upi, Uncem, Lega autonomie locali, Associazione stampa dell’Emilia-Romagna, Associazione italiana della comunicazione pubblica e istituzionale, Università di Bologna (facoltà di Lettere e Filosofia - laurea magistrale in Scienze della comunicazione pubblica e sociale e Scuola superiore di Giornalismo), Centri interculturali dell’Emilia-Romagna, media locali e multiculturali.
Un documento che impegna i firmatari a promuovere la comunicazione interculturale e le competenze necessarie per "comunicare" istituzionalmente a cittadini che vengono da Paesi stranieri, a monitorare la rappresentazione che i media locali danno dell’immigrazione, a combattere stereotipi e a fare formazione.
"La Regione - ha sottolineato l’assessore alle Politiche sociali Anna Maria Dapporto - ha approvato recentemente il Programma triennale 2009-2011 per l’integrazione sociale dei cittadini stranieri con tre priorità: alfabetizzazione, mediazione e lotta contro le discriminazioni. Il Protocollo ne rappresenta una positiva realizzazione. Il cambiamento in senso interculturale della società è già in essere e, in quest’ottica, le iniziative di comunicazione interculturale svolgono un ruolo strategico. Tutto ciò riguarda e condiziona le politiche di coesione sociale".
"Per questa ragione - ha aggiunto l’assessore - tentiamo di produrre un cambiamento sul versante comunicativo. Desidero infine ringraziare l’ong Cospe per il prezioso ruolo di raccordo alla base del Protocollo".
Il protocollo d'intesa in sintesi
L’obiettivo è promuovere tutta una serie di azioni per migliorare la partecipazione alla vita culturale e sociale dei cittadini immigrati residenti in regione, la rappresentazione e la percezione del fenomeno migratorio da parte della popolazione locale, il clima di dialogo e la comunicazione sulle politiche e le iniziative istituzionali.
Il protocollo impegna pertanto i sottoscrittori a operare in più ambiti, ciascuno in base alle proprie specificità. Verranno svolte attività di osservazione sulla rappresentazione dell’immigrazione nei media, destinate poi a confluire in rapporti di analisi sulle modalità di fare informazione su questo tema specifico in Emilia-Romagna.
Sono previsti incontri e ambiti di discussione per informare e sensibilizzare i giornalisti delle testate locali; gli enti locali, attraverso la definizione di intese, si impegnano a valorizzare i media multiculturali presenti sul proprio territorio come canale di informazioni qualificato e ad aprire spazi di partecipazione ai giornalisti di origine straniera.
La Regione Emilia-Romagna, dal canto proprio, nell’ambito delle politiche di promozione e sostegno all’imprenditoria, s’impegna a verificare la possibilità di promuovere programmi di sostegno e accompagnamento specifici alle imprese editoriali multiculturali.
Per quanto riguarda la formazione, l’Università di Bologna promuoverà l’attivazione di percorsi sulla comunicazione e l’editoria interculturale.
I giornalisti dell’Emilia-Romagna mettono al bando la parola ‘clandestino’
(14/01/09) Raccogliendo un disagio diffuso nel mondo dei media, convinto che i mezzi di informazione rischino a volte di svolgere un ruolo attivo nel fomentare diffidenza e xenofobia, il Consiglio regionale dell’Ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna ha deciso all'unanimità di aderire alla campagna nazionale "Mettiamo al bando la parola 'clandestino' (e non solo quella)", lanciata dalle agenzie di stampa "Redattore sociale" e "Dire", e di invitare così i colleghi giornalisti a non usare nei loro articoli alcuni termini che hanno ormai assunto una connotazione negativa e razzista.
“Siamo consapevoli- si legge in un documento del Consiglio regionale dell'Ordine, da tempo impegnato sulla correttezza del linguaggio giornalistico, anche in collaborazione con associazioni nel territorio e soprattutto col Cospe che le distorsioni dell'informazione e il 'ruolo attivo' spesso svolto dai media nel fomentare diffidenza, xenofobia e razzismo non si esauriscono nell'uso inappropriato e stigmatizzante delle parole. L'enfasi attribuita a episodi di cronaca riguardanti rom, migranti e in genere 'l'altro'; la 'etnicizzazione' dei reati e delle notizie; la drammatizzazione e criminalizzazione dei fenomeni migratori; l'uso di metafore discriminanti: sono tutti elementi che contribuiscono a creare un'informazione distorta e xenofoba”. Di qui la scelta, "per contrastare questa deriva", di mettere al bando negli articoli parole come "clandestino", "vu cumprà", "extracomunitario", "nomade", "zingaro".
Il lessico delle discriminazioni in un libro
(07/01/09) Edito dalla casa editrice Diabasis e curato da Thomas Casadei, il volume “Lessico delle discriminazioni tra società, diritto e istituzioni” nasce dagli spunti, dalle riflessioni e dalle idee emerse nel corso del Laboratorio LABdi – Forme della discriminazione, istituzioni e azioni positive.
Obiettivo specifico dell'opera è quello di tracciare una mappa concettuale delle diverse forme della discriminazione (razziale, religiosa, di genere, sulla base dell'orientamento sessuale, della disabilità, nel mondo del lavoro, fino a quella specista e genetica). Indagando come letali forme si annidino e sviluppino in seno alla società, a partire da stereotipi e pregiudizi, ma anche come siano veicolate nella prassi istituzionale, il volume propone alcuni approdi che rimandano all' indicazione di concrete politiche pubbliche di contrasto. Il quadro normativo – la tutela giuridica dei soggetti discriminati – può certamente agevolare il percorso verso le pari opportunità e l'inclusione sociale dei soggetti più a rischio, ma è altrettanto evidente la necessità di mettere in atto politiche attive, azioni positive e di sensibilizzazione che possano preludere ad una società che tende alla tutela delle differenze entro un orizzonte di pari dignità per ogni persona.
Per saperne di più
La scheda del libro (.pdf, 145 KB)
Una proposta per il 2009 dalla Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì : un congedo alla nascita dei figli anche per i padri
(07/01/09) La Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì ha fatto pervenire al Tavolo Territoriale per l’applicazione della Legge 53/2000 una proposta scaturita recentemente nell’ambito di una conferenza pubblica promossa dalla Commissione stessa, sul tema “Paternità e lavoro “ .
Alla fine di novembre, infatti, la Commissione promosse un incontro pubblico con la presenza della professoressa Laura Calafà, curatrice del volume "Paternità e lavoro", una indagine svolta nell’ambito di un progetto della Commissione Europea, volta a monitorare la situazione relativa allo stato della legislazione sulla paternità, in alcuni stati membri tra cui l’Italia.
Nella discussione, a cui presero parte anche rappresentanti della parti sociali, Antonio Amoroso segretario provinciale CISL in rappresentanza dei sindacati confederali; Enzo Poggi, vicesegretario di Confindustria Provinciale e Barbara Bovelacci del Forum delle Donne, venne analizzata la situazione esistente in particolare in Italia, dove non esistono diritti specifici per i padri a congedi alla nascita dei figli, se non in caso di morte della madre. L’unico elemento di sostegno alla condivisione della genitorialità in Italia è costituito dalla legge 53/2000 sui congedi parentali, la cui applicazione risulta – come è emerso in più occasioni - molto difficoltosa.
Senza dubbio parlare di congedo per i padri in una situazione quale quella italiana in cui la conciliazione tra impegni di lavoro e vita familiare è generalmente insufficiente, in particolare a causa della scarsità di servizi per la prima infanzia , può sembrare provocatorio, ma l’intento è effettivamente questo.
Far crescere la consapevolezza sulla necessità di modificare i comportamenti poco rivolti alla “condivisione “ dei padri italiani, partendo con l’introdurre il diritto del padre ad accudire la prole, con un permesso retribuito di 3 giorni alla nascita. Questo diritto /dovere che esiste già in molti atri stati dell’Unione, potrebbe contribuire ad una cambiamento culturale anche nel nostro Paese, che risulta essere in effetti uno di quelli dove minore è la partecipazione dei padri nell’allevare i figli.
La Commissione Pari Opportunità del Comune di Forlì, perciò ha chiesto che il Tavolo Territoriale per la Legge 53/2000 avanzi una proposta alla Regione Emilia Romagna, per introdurre un provvedimento specifico che vada in questa direzione, con un contributo diretto a carico della Regione stessa, in quanto non è possibile modificare la legislazione in questo ambito, che è di competenza statale.
Nello stesso tempo la Commissione intende sensibilizzare i parlamentari eletti della nostra provincia, affinché si facciano carico di una modifica alla legislazione vigente in materia di congedi per la nascita, che vada nella direzione di introdurre un congedo obbligatorio di 3 giorni anche per i padri.
Premio giornalistico 'Sì alla diversità. No alle discriminazioni'
(29/09/08) La Commissione europea organizza la quinta edizione del Premio giornalistico “Sì alla diversità. No alle discriminazioni”, nato con l’obiettivo di assegnare un riconoscimento ai giornalisti europei che hanno contribuito, con il loro lavoro, a diffondere nell’opinione pubblica una migliore comprensione dei vantaggi della diversità e della lotta contro ogni forma di discriminazione.
Possono concorrere al Premio i giornalisti web e della carta stampata dei 27 Stati membri dell’UE che abbiano pubblicato articoli riguardanti le problematiche della diversità e delle discriminazioni nel periodo tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2008.
Il concorso rimane aperto fino al 31 ottobre 2008.
Per maggiori informazioni
Il sito del Premio
Incontro tra i giovani d’Europa per rompere gli stereotipi
(19/09/08) "Let's break our stereotypes!", un invito ad uscire dai nostri schematismi mentali e dai tanto temuti stereotipi. Questo il titolo e il filo conduttore dello scambio giovanile organizzato dall'associazione "Going to Europe" grazie ad un finanziamento dell'Unione Europea e alla collaborazione di Europe Direct - Info Point Europa del comune di Modena.
Dal 21 al 29 settembre alla Tenda di viale Molza 24 ragazzi provenienti da Lituania, Slovenia, Turchia e Italia parteciperanno a laboratori e conferenze sul tema dell'accettazione della cultura dell'altro e del superamento degli stereotipi.
Dalla fotografia al teatro alla danza, ogni attività è tesa a smascherare i pregiudizi che ci accompagnano nella nostra vita quotidiana. I momenti di formazione sono organizzati in collaborazione con il Centro Stranieri di Modena e la Cooperativa Sociale Mediando. Tra le iniziative in programma anche una visita a Firenze e l'evento aperto al pubblico del 28 settembre in cui si potrà fare conoscenza con i ragazzi coinvolti nello scambio e assistere allo spettacolo di danza africana realizzato dal ballerino senegalese Saneo Mbaye. Sarà inoltre allestita una mostra fotografica con gli scatti realizzati dai giovani partecipanti.
Per maggiori informazioni
Segreteria organizzativa di Going to Europe
Tel 059/234872
segreteriagte@comune.modena.it
Oltre il multiculturalismo
(17/09/08) “Oltre il multiculturalismo - Differenze culturali e sfera pubblica”. Questo il titolo del seminario che si svolgerà martedì 23 settembre 2008, a partire dalle 15.30, presso l’Aula del Dipartimento di Sociologia della Facoltà di Scienze Politiche di Bologna.
All’incontro parteciperanno Sergio Belardinelli (Università di Bologna – Sede di Forlì), Pierpaolo Donati (Università di Bologna), Raffaella Gherardi (Università di Bologna) e Maria Laura Lanzillo (Università di Bologna). Coordina Riccardo Prandini (Università di Bologna).
Per maggiori informazioni
Segreteria scientifica e organizzativa: Dottorato di ricerca in Sociologia, Dipartimento di Sociologia, Strada Maggiore 45, 40125 Bologna (riccardo.prandini@unibo.it).
Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-54/07 - Centrum voor Gelijkheid van Kansen en voor Racismebestrijding / Firma Feryn N. V.
(17/09/08) Le dichiarazioni pubbliche di un datore di lavoro di non assumere dipendenti di una determinata origine etnica configurano una discriminazione diretta. La corte, rammentando la finalità della direttiva, dichiara che l'assenza di un denunciante identificabile non permette di concludere per la mancanza di qualsivoglia discriminazione diretta ai sensi della direttiva. Infatti, l’obiettivo di promuovere le condizioni per una partecipazione più attiva sul mercato del lavoro sarebbe difficilmente raggiungibile se essa fosse circoscritta alle sole ipotesi in cui un candidato scartato per un posto di lavoro abbia avviato una procedura giudiziaria nei confronti del datore di lavoro in base ad una discriminazione. Inoltre, siffatte dichiarazioni sono idonee a dissuadere fortemente determinati candidati dal proporre le loro candidature. Esse pertanto configurano una discriminazione diretta nell'assunzione ai sensi della direttiva.
Segnalazione di Matteo Bonini Baraldi
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Corte di giustizia (inserire il numero citato qui sopra nel campo: “Numero di causa”)
Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-303/06 - Coleman / Attridge Law e Steve Law
(17/09/08) Il diritto comunitario tutela il lavoratore che abbia subito una discriminazione fondata sulla disabilita del figlio. Il divieto di discriminazione, enunciato nella direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro, non è limitato alle sole persone disabili. Di conseguenza, qualora un datore di lavoro tratti un lavoratore, che non sia esso stesso disabile, in modo meno favorevole rispetto ad un altro lavoratore in una situazione analoga, e sia provato che il trattamento sfavorevole di cui tale lavoratore è vittima è causato dalla disabilità del figlio, al quale egli presta la parte essenziale delle cure di cui quest’ultimo ha bisogno, un siffatto trattamento viola il divieto di discriminazione diretta enunciato nella direttiva.
Segnalazione di Matteo Bonini Baraldi
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Corte di giustizia (inserire il numero citato qui sopra nel campo: “Numero di causa”)
Tribunale di Roma sezione civile: rifiutarsi di servire un cliente extracomunitario è discriminazione
(15/09/08) Rifiutare di servire un cittadino extracomunitario in un pubblico esercizio è atto di discriminazione ai sensi dell’art. 43 co. 2 lett. b d.lsg. 286/1998.
Lo ha dichiarato il Tribunale di Roma sezione civile in un’ordinanza depositata il 16.07.2008 con la quale il Tribunale ha accolto il ricorso presentato, ai sensi dell’art. 44 d.lgs. 286/1998, da un cittadino senegalese, assistito dall’associazione Progetto Diritti, organismo antidiscriminazione iscritto al registro del Ministero delle Pari Opportunità.
Il ricorrente si era visto rifiutare dal barista una bevanda già pagata. L’uomo aveva atteso invano che qualcuno si degnasse di servigli la bibita ordinata, mentre avventori entrati successivamente venivano prontamente serviti; alle sue rimostranze, il barista aveva risposto lanciando sul bancone i soldi pagati per la bibita accompagnati dall’espressione: "di gente come lui non abbiamo bisogno qui".
Il Tribunale ha quindi ritenuto di condannare il proprietario del bar al risarcimento del danno subito dal ricorrente stimato nella somma di 5.000 euro oltre agli interessi legali.
Segnalazione di Matteo Bonini Baraldi
Secondo Equality Summit – 29/20 settembre 2008, Institut du Monde Arabe, Parigi
(10/09/08) Il summit di Parigi segue il primo summit organizzato sotto la presidenza tedesca nel 2007e si propone come un’opportunità di aggiornamento sugli impegni presi durante l’Anno europeo delle pari opportunità ed in particolare nella Risoluzione del Consiglio adottata nel novembre 2007. Il summit è co-organizzato dalla Commissione europea e dalla Presidenza francese del Consiglio. Riunirà 400 delegati impegnati a creare una prospettiva di lungo termine nell’ambito della promozione dell’eguaglianza, il cui prossimo passo sarà il summit organizzato nel 2009 dalla presidenza svedese.
Segnalazione di Matteo Bonini Baraldi
Borsa di studio “Mirella Valentini"
(05/09/08) Si chiude il 26 settembre la quarta edizione del bando per assegnazione della borsa di studio "Mirella Valentini".
Promosso da CNA Impresa Donna Emilia Romagna in collaborazione con CNA Impresa Donna Parma, sotto l’Alto Patronato di UEAPME e con il Patrocinio della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Parma, del Comune di Parma, della Camera di Commercio di Parma, dell’Alma Mater Studiorum Università di Bologna, dell’Università degli studi di Parma e dell’Università di Modena e Reggio, il bando si rivolge a tutte le donne laureate e laureande, dottori di ricerca e dottorande, italiane e straniere, di tutte le discipline delle Università della Regione Emilia-Romagna.
Saranno ammessi al concorso i lavori realizzati sulle tematiche inerenti lo sviluppo economico del territorio regionale e il rapporto fra imprese e territorio.
Nello specifico le tesi dovranno rientrare in una delle seguenti categorie:
- la responsabilità sociale nelle piccole e medie imprese;
- modelli innovativi di gestione delle risorse umane nelle piccole imprese;
- sistemi e tecnologie per l'integrazione nelle reti di piccole imprese;
- tecnologie compatibili per aree in via di sviluppo;
- microcredito per l'auto-impiego.
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Il bando (.pdf, 142 KB)
La Regione Emilia-Romagna contro le discriminazioni
(23/07/08) La Regione Emilia-Romagna, in concomitanza con l´inizio dell´Anno Europeo delle Pari Opportunità per tutti, ha deciso di avviare un Centro regionale sulle discriminazioni che si occupi di consulenza e orientamento, di prevenzione delle potenziali situazioni di disparità, di monitoraggio e di sostegno ai progetti e alle azioni volte ad eliminare le situazioni di svantaggio ai danni in particolare di persone straniere.
Attualmente è in corso l´individuazione, con la collaborazione di Province e Comuni capo-distretto, dei luoghi in cui, su ciascun territorio, si svolgeranno le attività contro le discriminazioni, si raccoglieranno le segnalazioni fatte dai cittadini e si attiveranno le necessarie risposte.
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Il sito
Sostegno per i diritti umani e le libertà fondamentali dell’individuo
(09/07/08) EIDHR, è lo strumento europeo per la democrazia e i diritti umani che finanzia azioni a sostegno della democrazia, dei diritti umani e delle libertà individuali, durante il periodo 2007- 2013.
L’obiettivo generale del programma è quello di contribuire allo sviluppo e al consolidamento della democrazia e dello stato di diritto, del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, coerentemente con i principi di politica estera dell’Ue.
L’invito a presentare proposte per questo bando è indicato nell’obiettivo 1 del programma: “Rafforzare il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nei paesi e nelle regioni maggiormente a rischio”.
Le azioni dovranno essere mirate al miglioramento e alla costruzione di cambiamenti a lungo termine nei paesi presi in considerazione. Obiettivo specifico è il supporto alle organizzazioni della società civile nei luoghi dove esse operano con difficoltà, promuovendo azioni sulla libertà di pensiero, coscienza e religione, libertà d’espressione d’informazione e comunicazione, libertà di riunirsi e associarsi , libertà di movimento all’interno dello Stato, nonché di poter uscirne e farvi ritorno.
Il presente invito non ha confini geografici, può essere indirizzato in qualsiasi regione o paese a rischio, individuato con gli indicatori relativi alla violazione dei diritti umani contenuti nella carta della difesa dei diritti umani dell’ONU.
Per partecipare non è prevista in alcuni casi la capacità giuridica, non si deve avere scopo di lucro, è necessario appartenere a organizzazioni della società civile (incluso ONG), istituzioni e/o organizzazioni di reti locali, regionali e nazionali, corpi parlamentari internazionali, organizzazioni intergovernative definite dall’Articolo 43 del Regolamento finanziario della Commissione europea.
Su un totale di 11 milioni circa di euro stanziati per il periodo 2008/2010 l’ammontare della sovvenzione, che potrà coprire al massimo l’80% dei costi, non sarà superiore a 1,2 milioni di euro.
La data ultima per la ricezione delle proposte è fissata per il 16 settembre 2008.
(Fonte: In diretta dall'Unione europea - Quindicinale di informazione" n. 327 del 30 Giugno 2008, a cura di EUROPE DIRECT - Carrefour europeo Emilia)
Azioni per il sostegno dei diritti umani e della democrazia
(09/07/08) Il Regolamento che ha istituito l’EIDHR (Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani) è stato adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel dicembre 2006 e inserito nelle Prospettive Finanziarie per il periodo 2007-2013. L’obiettivo generale di questo strumento finanziario è contribuire allo sviluppo e al consolidamento della democrazia, della legge e il rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali nel contesto della politica comunitaria di sviluppo e cooperazione con i paesi terzi. All’interno di questo programma la Commissione europea ha pubblicato il presente bando con l’obiettivo di selezionare progetti e azioni in linea con le linee guida comunitarie in tema di pena di morte. Verranno sostenute attività che contrastino la pena capitale, che promuovano l’inizio di una moratoria o l’abolizione della pena di morte. Queste azioni possono comprendere: il promuovere una diminuzione dei casi di violazione della legge che comportino la pena capitale, attività per garantire standard minimi nei casi in cui la pena venga applicata, promozione di una moratoria sulle esecuzioni con l’obiettivo dell’abolizione di questo tipo di pena. Le azioni dovranno essere messe in atto nei paesi che applicano la pena di morte o dove si sta valutando una sua reintroduzione.
Il budget complessivo del bando ammonta a 4 milioni di euro.
Ogni proposta selezionata riceverà un finanziamento compreso tra 150 mila e 1 milione di euro.
I potenziali richiedenti devono:
essere persone giuridiche nonprofit;
appartenere a una delle seguenti categorie: organizzazioni della società civile, organizzazioni locali, agenzie private non profit, istituzioni, organizzazioni, reti operative a livello locale, nazionale, regionale, internazionale; agenzie non profit del settore pubblico, organizzazioni intergovernative regionali.
Non sono previste restrizioni di nazionalità. La durata di ogni azione proposta dovrà essere compresa tra i 12 e 36 mesi. Data di scadenza per la presentazione delle domande è il 2 ottobre 2008.
(Fonte: In diretta dall'Unione europea - Quindicinale di informazione" n. 327 del 30 Giugno 2008, a cura di EUROPE DIRECT - Carrefour europeo Emilia)
Posti vacanti all’Agenzia dell’Unione europea per i Diritti fondamentali
(09/07/08) L’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, con sede a Vienna, ha lo scopo di fornire alle competenti istituzioni, organi, uffici e agenzie della Comunità e agli Stati membri, assistenza e consulenza
in materia di diritti fondamentali in modo da aiutarli a rispettare pienamente tali diritti quando essi adottano misure o definiscono iniziative nei loro rispettivi rispettivi settori di competenza. L’agenzia informa che è possibile presentare candidature per la copertura dei seguenti posti vacanti:
Direttore di programma - Ricerca sociale (PS-AD6-2008);
Direttore di programma - Ricerca legale (PL-AD7- 2008) - (PL-AD8-2008) - (PLAD9-2008) - (PL-AD10-2008);
Funzionario alla società civile e alla piattaforma diritti umani (CP-AD7-2008);
Direttore alle finanze (FMAD9-2008).
L’ultima data utile per l’invio delle candidature è il 20 luglio 2008.
(Fonte: In diretta dall'Unione europea - Quindicinale di informazione" n. 327 del 30 Giugno 2008, a cura di EUROPE DIRECT - Carrefour europeo Emilia)
La Commissione europea pubblica la proposta di direttiva “orizzontale” contro le discriminazioni
(03/07/08) Tenendo fede alla promessa del Presidente Barroso del 2004 e superando i dubbi e le ritrosie emersi di recente, la Commissione ha pubblicato ieri la proposta di direttiva contro le discriminazioni c.d. orizzontale. La proposta mira ad applicare il principio della parità di trattamento nella sicurezza sociale, sanità, vantaggi sociali, istruzione, accesso a beni e servizi incluso l’alloggio. I fattori protetti sono convinzioni personali, religione, disabilità, età, orientamento sessuale.
Nonostante le prevedibili difficoltà che la proposta incontrerà nel Consiglio, considerato anche che il Parlamento europeo sarà solo consultato, se approvata tale direttiva costituirà un notevole passo in avanti verso la parificazione della tutela antidiscriminatoria senza riguardo per il fattore interessato. La situazione attuale prevede invece una notevole disomogeneità nella protezione offerta alle discriminazioni di genere, di razza o origine etnica, o basate sui fattori già ricordati.
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Il testo della proposta
Il comunicato dell’Associazione Certi Diritti
Relazione della Commissione sulla situazione sociale in Europa – Report 2007 “Coesione sociale attraverso le pari opportunità”
(03/07/08) La relazione della Commissione sulla situazione sociale – pubblicata dal 2000 - fornisce una panoramica della situazione sociale nell’Ue e una descrizione degli sviluppi in settori specifici, cui si affianca un’ampia collezione di ritratti statistici a cura di Eurostat.
I ritratti statistici forniscono uno sguardo ricorrente su 20 maggiori indicatori di rilevanza per la situazione sociale, che spaziano da indicatori economici a indicatori di benessere quali tasso di incidenti e dati sull’eguaglianza di genere. Quale contenitore di un ampio spettro di indicatori sociali, informazioni quantitative armonizzate e sondaggi sull’opinione pubblica, la relazione funge da documento di riferimento e da strumento per il monitoraggio degli sviluppi sociali nel tempo.
La relazione del 2007 ha ad oggetto “La coesione sociale attraverso le pari opportunità”.
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Il testo dei documenti
Nuovo Corso di Laurea magistrale in Scienze del Lavoro, curriculum Pari Opportunità, Diritti e Politiche Sociali
(01/07/08) Il corso sarà attivo dal prossimo anno accademico presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli Studi di Milano. All’interno del corso di laurea magistrale in Scienze del Lavoro (LAV), il curriculum in “Pari opportunità, Diritti e Politiche Sociali” è caratterizzato da un percorso interdisciplinare, possibile grazie alle diverse competenze presenti nella Facoltà di Scienze Politiche. La didattica di questo curriculum si avvale inoltre dell’esperienza acquisita dai docenti che hanno partecipato al Master in Pari opportunità (4 edizioni) e ai corsi sul tema “Donne, politica e istituzioni”.
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La presentazione del corso
Online registrazioni video e audio del convegno “Tutela della persona e orientamento sessuale. Strumenti, tecniche e strategie contro la discriminazione” – Bologna, 13 giugno 2008
(01/07/08)
Il video del convegno
Il link all’audio di Radio Radicale
Osservazioni dell’ASGI sulle norme in materia di stranieri contenute nei provvedimenti del “pacchetto sicurezza”
(01/07/08) Le osservazioni sono disponibili a questo indirizzo (.pdf, 243 KB)
Sentenza sul comportamento discriminatorio dell'Azienda Ospedaliera San Paolo nei confronti dei dipendenti extracomunitari
(16/06/08) Il Tribunale di Milano, sezione Lavoro, ha depositato il 30 maggio 2008 nella cancelleria del tribunale ordinario di Milano la sentenza riguardante il comportamento discriminatorio dell'Azienda Ospedaliera San Paolo nei confronti dei dipendenti extracomunitari già assunti con contatto a termine o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, relativamente alle procedure di stabilizzazione previste dalle norme di legge e dalle norme contrattuali.
Si segnala una confusa interpretazione della discriminazione indiretta, che sussisterebbe in caso di “comportamenti che per quanto privi da parte del soggetto agente di un intento discriminatorio vengono comunque ad assumere tale connotato”.
Il testo della sentenza (.pdf, 55 KB)
Risoluzione del Parlamento europeo del 20 maggio 2008 sui progressi realizzati in materia di pari opportunità e non discriminazione nell'Unione europea
(16/06/08) Il PE esprime preoccupazione per le carenze nel recepimento e nell'attuazione, da parte di molti Stati membri, delle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE e per la mancanza di informazione dei cittadini europei sui possibili mezzi giuridici in caso di discriminazione.
Sollecita inoltre azioni della Comunità per porre termine alla gerarchia tra fattori di discriminazione nel livello di protezione contro la discriminazione, nonché per estendere la normativa attuale alla discriminazione nei beni e servizi ed in altre aree tuttora non coperte. La Commissione dovrebbe pubblicare la propria proposta al riguardo il 2 luglio 2008 per estendere il campo d’applicazione delle direttive ex art. 13 TCE a situazioni diverse da impiego e occupazione. La Risoluzione chiede anche interventi più efficaci nell’assistenza alle vittime e nel campo delle sanzioni.
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Testo ufficiale
Il Parlamento approva definitivamente le modifiche ai decreti legislativi nn. 215 e 216 del 2003 contro le discriminazioni
(05/06/08) In risposta alla procedura di infrazione avviata dalla Commissione europea contro l’Italia, il Parlamento ha modificato entrambi i decreti di recepimento delle direttive anti-discriminazione del 2000. Le novità approvate definitivamente nella seduta di ieri 4 giugno, sono molteplici:
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MOLESTIE: all’articolo 2, comma 3, del decr. 215 e parole: “umiliante e offensivo“ sono sostituite dalle seguenti: “umiliante od offensivo;
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ONERE DELLA PROVA: il comma 3 del decr. 215 è sostituito dal seguente:
“3. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto, desunti anche da dati di carattere statistico, idonei a fondare, in termini precisi e concordanti, la presunzione dell’esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al convenuto l’onere di provare l’insussistenza della discriminazione“;
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PROTEZIONE DELLE VITTIME: nuovo articolo Art. 4-bis aggiunto al decr. 215: “1. La tutela giurisdizionale di cui all’articolo 4 si applica altresì nei casi di comportamenti, trattamenti o altre conseguenze pregiudizievoli posti in essere o determinate, nei confronti della persona lesa da una discriminazione diretta o indiretta o di qualunque altra persona, quale reazione ad una qualsiasi attività diretta ad ottenere la parità di trattamento“;
Più nutrite ancora le modifiche introdotte al decr. 216, tra cui si segnalano:
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REQUISITI ESSENZIALI E DETERIMINANTI: aggiunto il riferimento alla finalità legittima
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FORZE ARMATE, SERVIZI DI POLIZIA, PENITENZIARI O DI SOCCORSO: abrogato il riferimento all’idoneità allo svolgimento delle funzioni
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ETA’: specificati i casi in cui è ammessa la disparità di trattamento
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ONERE DELLA PROVA: nuova formulazione dell’art. 4, c. 4: “4. Quando il ricorrente fornisce elementi di fatto idonei a fondare, in termini gravi, precisi e concordanti, la presunzione dell’esistenza di atti, patti o comportamenti discriminatori, spetta al convenuto l’onere di provare l’insussistenza della discriminazione“ – SI NOTI LA DIFFERENTE FORMULAZIONE RISPETTO AL TESTO DEL 215
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PROTEZIONE DELLE VITTIME: idem come sopra
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LEGITTIMAZIONE AD AGIRE: superato la restrizione posta alle sole organizzazioni sindacali, possono agire anche “le associazioni e le organizzazioni rappresentative del diritto o dell’interesse leso”
Per maggiori informazioni:
Il testo del Disegno di legge N. 714
Il testo dell’approvazione (.doc, 32 KB)
Resoconti stenografici:
Parte 1
Parte 2
Documento del Servizio studi del Senato (.pdf, 225 KB), che riporta le censure della Commissione europea: (in particolare da p. 117 a p. 128)
Due nuovi bandi della DG Occupazione e affari sociali
(05/06/08) Call for tender VT/2008/003 - Mapping Study on the Trade Unions practices in fighting discrimination & promoting diversity
The purpose of this study is to identify significant/innovative initiatives taken by trade unions to combat discrimination at the workplace on the grounds of race and ethnic origin, religion or belief, age, disability, sexual orientation, and/or to promote diversity in the working environment across the 27 Member States, as well as the EFTA/EEA and candidate countries. It should also help in suggesting how best practices can be made more visible and used, and how the Commission can better support the awareness of trade unions' activities in that field.
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Call for tender VT/2008/007 - Establishment of a Network of socio-economic experts in the anti-discrimination field
The purpose of this contract is to establish and maintain a network of socio-economic experts in the field of discrimination on the grounds of race and ethnic origin, religion or belief, age, disability, sexual orientation as well as on multiple grounds. The network shall provide the Commission with independent expertise and advice.
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Nasce MeltingLAB, laboratorio di innovazione sui diritti e le parità
(06/05/08) Dall’esperienza di “Melting Box”, prima Fiera Internazionale dei Diritti e delle Pari Opportunità per tutti”, nasce MeltingLAB il laboratorio per approfondire, dialogare e partecipare alle iniziative piemontesi sui diritti e le pari opportunità.
Promosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Regione Piemonte per capitalizzare le esperienze avviate nel 2007 “Anno Europeo delle Pari Opportunuità”, MeltingLAB ha l’obiettivo di diventare un sistema di confronto permanente per la definizione di proposte e la sperimentazione di politiche innovative in materia di diritti.
Il laboratorio ospiterà forum tematici, coinvolgendo personalità del mondo scientifico, opinion maker e testimoni del dialogo, presenterà uno spazio dedicato alle attività nelle scuole e degli enti di formazione piemontesi per condividere i progetti e le iniziative già attivate in ambito educativo, segnalerà eventi, novità e approfondimenti sulle celebrazione in occasione del 100° Anniversario della Giornata Internazionale della Donna, del 60° Anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e della Costituzione Italiana, dell’Anno Europeo del Dialogo Interculturale, e offrirà gallerie video e fotografiche e percorsi tematici.
Per maggiori informazioni
http://www.meltinglab.it/
Pari opportunità contro le discriminazioni
(28/04/08) È iniziato in Commissione assembleare Bilancio Affari Generali ed Istituzionali dell’Assemblea Legislativa della Regione Emilia-Romagna il percorso di un progetto di Legge regionale che intende contrastare ogni forma di discriminazione, promuovere le pari opportunità, accogliere e valorizzare le differenze fra le persone, quali risorse per la crescita della società regionale, secondo i principi posti a preambolo dello Statuto della Regione Emilia-Romagna.
Di concerto con gli Enti locali e col coinvolgimento delle parti sociali e dei soggetti del terzo settore, l'Emilia-Romagna si impegna pertanto a promuovere azioni positive per il superamento di eventuali condizioni di svantaggio derivanti da pratiche discriminatorie.
In particolare il progetto di legge “Pari opportunità e contro le discriminazioni” si pone l'obiettivo di eliminare ogni forma di discriminazione nell'accesso ai servizi pubblici e privati e nell’ingresso e nella permanenza nel mercato del lavoro, nei percorsi di carriera e nella retribuzione.
Il PDL - nel quale la scuola è indicata quale ambito privilegiato per la realizzazione di un sapere multiculturale, basato sull’integrazione, sulla conoscenza delle diversità, sul rispetto delle differenze – intende inoltre assicurare uguali possibilità di accesso ai percorsi di istruzione, formazione professionale, formazione universitaria, alta formazione e formazione continua e permanente, promuovendo interventi volti a rimuovere gli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che impediscono di poter usufruire pienamente di tale diritto.
Altri articoli del testo sono dedicati al contrasto di ogni forma di mobbing e di discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale, al riconoscimento in ogni ambito delle pari opportunità tra donne e uomini e al sostegno all’integrazione sociale delle persone con disabilità attraverso un potenziamento ed una maggiore personalizzazione degli interventi finalizzati a migliorare le opportunità di vita indipendente ed a definire un progetto di vita individuale.
Al fine di favorire la corretta applicazione della legge, è prevista l'estensione delle competenze dell'Ufficio del Difensore civico regionale che potrà intervenire anche nei casi di discriminazione per accogliere e valutare segnalazioni di persone nonché istituzioni, associazioni e organizzazioni non governative che svolgano attività di promozione del principio della parità di trattamento.
Per maggiori informazioni
Il testo del PDL
Petizione per la direttiva orizzontale contro le discriminazioni
(28/04/08) Lyz Lynne, parlamentare europea del gruppo ALDE, ha lanciato una petizione online per sostenere il progetto di una direttiva orizzontale contro le discriminazioni, attualmente messa in dubbio dagli ultimi sviluppi politici. L’obiettivo è quello di convincere la Commissione ad avanzare una proposta di direttiva che vieti le discriminazioni sulla base dell’età, della disabilità, della religione e dell’orientamento sessuale nel settore della fornitura di beni e servizi, attualmente non presidiato da alcuna tutela giuridica.
Per ulteriori informazioni e per firmare la petizione:
http://www.signtostopdiscrimination.org/
La presentazione in power point della campagna di ILGA-Europe (.pps, 1 MB)
Master in Pluralismo Religioso: Identità, conflitti, dialogo tra fedi
(11/04/2008) L'Università di Modena e Reggio Emilia, in collaborazione con la Fondazione Giovanni XXIII di Bologna e la Cattedra Unesco sul pluralismo religioso e la pace dell'Università di Bologna, ha attivato il Corso di perfezionamento in Pluralismo religioso di 125 ore di offerta didattica. La proposta formativa intende rispondere con gli strumenti della conoscenza alle sollecitazioni provenienti dal formarsi di un panorama religioso plurale in cui le incomprensioni aumentano anziché diminuire.
Il Master dura da maggio a dicembre 2008, ha un ritmo settimanale per 40 settimane, il mercoledì pomeriggio dalle 15 alle 18 (date e orari diversi già programmati sono indicate nel calendario delle lezioni).
Le iscrizioni scadono il 13 maggio 2008.
Per maggiori informazioni:
La presentazione del Master (.pdf, 303 KB)
La Corte di giustizia contro le discriminazioni
(06/04/08) 1 aprile 2008 Lla Corte di giustizia delle Comunità europee mette fuorilegge la discriminazione tra convivente registrato e coniuge relativamente ai vantaggi salariali riconosciuti dal datore di lavoro (pensione di reversibilità).
In una storica sentenza adottata il primo aprile 2008, è stato stabilito che gli artt. 1 e 2 della Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento nell´impiego e nell´occupazione precludono norme nazionali secondo le quali, alla morte del partner registrato dello stesso sesso, il partner sopravvissuto non sia ammesso a godere della pensione di reversibilità su un piede di parità rispetto al coniuge.
Per maggiori informazioni:
Testo completo della sentenza: http://curia.europa.eu/en/content/juris/index.htm (ricerca per numero di causa)
Corte di Giustizia, Maruko c. Versorgungsanstalt der deutschen Bühnen (Causa C-267/06)
Discriminazione diretta: conclusioni dell´Avvocato generale Poiares Maduro
(02/04/08) 13 marzo 2008 Secondo l´Avvocato generale Poiares Maduro, costituisce discriminazione diretta il comportamento di un datore di lavoro che affermi pubblicamente di non voler assumere persone di una certa origine etnica.
Per maggiori informazioni:
Conclusioni Avvocato Generale, Centrum voor Gelijkheid van Kansen en voor Racismebestrijding c. Firma Feryn NV (Causa C-54/07)
Osservazioni del Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione delle discriminazioni razziali
(13/03/2008) 7 marzo 2008: pubblicate le osservazioni conclusive del Comitato delle Nazioni Unite sull'eliminazione delle discriminazioni razziali (CERD) sul XIV e XV rapporto presentato dall'Italia sull'attuazione della Convenzione internazionale per l'eliminazione di ogni forma di discriminazione razziale.
Tra le raccomandazioni rivolte dal comitato allo stato italiano, si segnalano in particolare la necessità:
- di adottare ed incrementare una politica nazionale ed una legislazione riguardante rom, sinti e camminanti, nell'ottica di riconoscerli come minoranza nazionale, di proteggerli e di promuovere la loro lingua e la loro cultura;
- di intraprendere i passi necessari per procedere alla costituzione di una istituzione nazionale indipendente per i diritti umani, in accordo con i principi di Parigi 1991.
Per maggiori informazioni:
Il testo completo delle osservazioni


